Dott. Marco Pedrazzoli - Chirurgo Maxillo-Facciale
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Adenoma Pleomorfo

Tutto ciò che devi sapere sull'adenoma pleomorfo, spiegato in modo semplice

Cos’è l’adenoma pleomorfo?

L'adenoma pleomorfo è il tumore benigno più comune delle ghiandole salivari, in particolare della ghiandola parotide e rappresenta circa il 60% della totalità dei tumori benigni. È solitamente asintomatico ma mostra spesso la tendenza ad accrescersi sino a raggiungere dimensioni ragguardevoli. L’adenoma pleomorfo può andare incontro, se non asportato, alla trasformazione maligna.
Questo evento è in relazione alla durata della malattia ed all’età del paziente.

Si manifesta come un nodulo indolore e mobile sotto la pelle davanti o sotto l'orecchio.

Benché sia un tumore benigno, è importante rimuoverlo rapidamente per evitare che cresca di dimensioni, rendendo l’intervento chirurgico più complesso e pericoloso. Inoltre questo serve per evitare che vada incontro a trasformazione maligna.

Tipologie di intervento chirurgico per l’adenoma pleomorfo

Esistono tre tipologie principali di intervento chirurgico per rimuovere l'adenoma pleomorfo. Ogni tipo viene scelto in base alla posizione e alla dimensione del tumore.

La parotidectomia superficiale

È il classico intervento chirurgico proposto per il trattamento delle lesioni benigne alla parotide.
Consiste nella rimozione chirurgica di tutta la porzione della ghiandola parotide che si trova al di sopra del nervo facciale.
In questo modo oltre all’adenoma pleomorfo viene asportata buona parte della ghiandola sana.
Un momento fondamentale di questo intervento consiste nella ricerca del nervo facciale alla sua uscita dalla base cranica a livello del foro stilomastoideo.
Il nervo viene seguito chirurgicamente per isolare il tronco principale e le sue diramazioni per risparmiarlo durante l’asportazione della ghiandola e dell’adenoma.
La parotidectomia superficiale è consigliata solo nei seguenti casi:

  • adenomi giganti
  • adenomi in posizioni anatomiche particolarmente sfavorevoli
  • in casi di sospetta malignità

La parotidectomia totale

La parotidectomia totale (asportazione della porzione sia superficiale che profonda della ghiandola parotide) è solitamente riservata ai tumori maligni o agli adenomi localizzati nel lobo profondo della ghiandola. Sia la parotidectomia superficiale che quella profonda nascono dalla tradizionale opinione che sia necessario essere aggressivi nei confronti dell’adenoma pleomorfo. Così si cerca di ridurre al minimo il rischio di recidiva contemporaneamente riducendo il rischio di lesioni nervose accidentali a carico del nervo facciale. Le ragioni di questo approccio chirurgico verso l’adenoma pleomorfo vanno ricercate proprio nella storia, più precisamente negli anni Trenta/Quaranta del Novecento. All’epoca infatti questi tumori non venivano asportati, bensì aperti e “svuotati” lasciando la capsula in sede. Così però venivano osservate numerose recidive, perciò l’orientamento chirurgico è stato per decenni quello di affrontare l’adenoma pleomorfo sottoponendo il paziente a parotidectomia totale.

Il mio approccio per intervenire sull’adenoma pleomorfo: l’enucleoresezione

L’enucleoresezione è un’innovativa tecnica chirurgica, il classico esempio di come la chirurgia si stia muovendo verso la mini-invasività, evitando al paziente inutili interventi demolitivi.

Questo tipo di intervento consiste nell’asportazione dell’adenoma pleomorfo con una sottile cuffia di tessuto ghiandolare attorno. Diversamente alla parotidectomia tradizionale, non si procede all’identificazione, all’isolamento del nervo facciale e all’asportazione della porzione della ghiandola parotide sopra o sotto ad esso.

Il nervo facciale viene attentamente identificato e isolato solo quando si trova strettamente in prossimità dell’adenoma per evitare di danneggiarlo.

L’enucleoresezione dell’adenoma, in realtà, non è una novità chirurgica, in quanto praticata già a partire dagli anni Cinquanta da alcuni chirurghi inglesi.

La sua fama e diffusione nel mondo è però dovuta in tempi più recenti a Mc Gurk. Ne ha dimostrato, infatti, la bontà in termini di risultati chirurgici di radicalità con un minor rischio di complicanze rispetto alla chirurgia parotidea tradizionale. Si deve, invece, prediligere la parotidectomia superficiale solo nei casi di adenomi giganti o in posizioni anatomiche sfavorevoli, oltre che nei casi di sospetta malignità.

Casi clinici di adenoma pre e post intervento

CASO 1

Voluminoso adenoma pleomorfo della parotide sinistra alla risonanza magnetica:

Voluminoso adenoma pleomorfo della parotide sinistra alla risonanza magnetica

immagine preoperatoria: la freccia nera mostra la tumefazione dura in corrispondenza dell’adenoma:

immagine preoperatoria: la freccia nera mostra la tumefazione dura in corrispondenza dell’adenoma

Visione da sotto

immagine intraoperatoria che mostra lo stretto rapporto del nervo facciale (freccia bianca) con l’adenoma 
immagine dell’adenoma pleomorfo asportato integralmente
Sutura
immagine intraoperatoria, a rimozione avvenuta dell’adenoma, che mostra i vari rami conservati del nervo facciale 

Risultato clinico a distanza di 6 mesi Risultato clinico a distanza di 6 mesi

 

CASO 2

Immagine pre e post operatorie a confronto. La freccia nera a sx mostra la tumefazione palpabile e visibile in corrispondenza dell'adenoma peomorfo:

Immagine pre e post operatorie a confronto. La freccia nera a sx mostra la tumefazione palpabile e visibile in corrispondenza dell'adenoma peomorfo

Risonanza magnetica preoperatoria e postoperatoria ad 2 anni dall’intervento a confronto. L’adenoma è facilmente evidenziato come una “pallina” bianca (freccia bianca a sx):

Risonanza magnetica preoperatoria e postoperatoria ad 2 anni dall’intervento a confronto. L’adenoma è facilmente evidenziato come una “pallina” bianca (freccia bianca a sx):

Immagine intraoperatoria che mostra l'adenoma

 

CASO 3

Immagine preoperatoria e postoperatoria a 6 mesi a confronto: tumefazione causata dall’adenoma mostrato dalla freccia nera:Immagine preoperatoria e postoperatoria a 6 mesi a confronto: tumefazione causata dall’adenoma mostrato dalla freccia nera:

Risonanza magnetica preoperatoria che evidenzia l’adenoma pleomorfo (freccia bianca):

Risonanza magnetica preoperatoria che evidenzia l’adenoma pleomorfo (freccia bianca):

Marcatura del tumore
Immagine intraoperatoria dell’adenoma parotideo
una volta rimosso l’adenoma è possibile mostrare un ramo del nervo facciale conservato ( freccia bianca)
Sutura 

Come opero?

L’intervento chirurgico è sempre eseguito in anestesia generale. Utilizzo un’incisione chirurgica estetica, nascosta all’interno dell’orecchio, oltre che dietro ad esso e parzialmente nei capelli.

Disegno preoperatorio che mostra il tracciato dell'incisione:

Adenoma pleomorfo

Questa incisione è del tutto simile a quella che pratico in chirurgia estetica quando eseguo un lifting facciale. Già poche settimane dopo l’intervento chirurgico la cicatrice non è più visibile.

Tramite questa incisione espongo la ghiandola parotide rivestita dalla sua fascia in prossimità dell’adenoma. Poi eseguo un’incisione della fascia parotidea che viene quindi conservata e che, al termine dell’intervento di enucleoresezione, suturo accuratamente.

Questo dettaglio, apparentemente insignificante, determina tre importanti vantaggi:

  1. si evitano infossamenti della guancia davanti o al di sotto dell’orecchio, tipici esiti antiestetici dell’operazione tradizionale;
  2. si ottiene una ridotta incidenza della sindrome di Frey, la fastidiosa sudorazione e arrossamento della pelle davanti all’orecchio prima e durante l’assunzione di cibo (esito invece dell’intervento di parotidectomia). La chiusura della fascia parotidea al termine dell’intervento funge da barriera rendendo improbabile questa complicanza.
  3. si registra un minor rischio di formazione di fistole salivari. Queste potrebbero farsi strada lungo la ferita chirurgica rallentandone la guarigione e provocando fuoriuscita di saliva dalla ferita durante l’assunzione di cibo.

Una volta ottenuto l’accesso alla ghiandola parotide, eseguo la enucleoresezione: l’asportazione dell’adenoma circondato da una sottile cuffia di tessuto ghiandolare sano. È importante fare attenzione a identificare e preservare eventuali rami del nervo facciale in prossimità dell’adenoma.

Successivamente suturo la fascia parotidea al di sopra della parotide come già illustrato.

Infine, posiziono un piccolissimo drenaggio retroauricolare. Di solito viene lasciato in sede per 24/48 ore, per prevenire la formazione di ematomi o la raccolta di saliva nelle prime ore durante l’intervento.

Immagine a poche ore dall’intervento chirurgico che mostra la ferita ed il drenaggio in aspirazione

 

Una sutura estetica completa l’intervento chirurgico.

Quali vantaggi si osservano dalla enucleoresezione?

Tramite questo intervento il paziente ha le stesse garanzie di prevenzione della recidiva dell’adenoma pleomorfo, con minori rischi di lesioni nervose.

Vi sono quindi solo vantaggi senza alcun compromesso in termini di radicalità e può essere asportata praticamente la quasi totalità degli adenomi pleomorfi.

Cosa puoi aspettarti dopo il mio intervento?

L’intervento chirurgico non è assolutamente doloroso nel periodo post operatorio.

Dopo l’intervento tornerai in camera di degenza con una medicazione compressiva o un leggero bendaggio elastico.

La degenza dopo l’intervento chirurgico dura solitamente 24 ore ed è legata alla presenza del drenaggio. Sarà normale avere un po' di gonfiore e disagio nella zona operata.

Ti fornirò indicazioni precise su come gestire il periodo postoperatorio. È importante seguire tutte le istruzioni per favorire una rapida guarigione.

Nelle prime 12 ore viene somministrata una terapia post operatoria analgesica. Successivamente la terapia viene lasciata ‘’al bisogno”, ovvero a tua discrezione. Capita spesso che i pazienti non chiedano alcun tipo di antidolorifico.

Nelle prime giornate dopo l’intervento, occorre evitare l’assunzione di cibi acidi o estremamente sapidi. L’obiettivo è quello di ridurre la secrezione parotidea di saliva e la raccolta di saliva a livello della regione operata.

I punti di sutura vengono rimossi in parte dopo 5 giorni e i restanti a 10/12 giorni.

Potrai tornare alle tue normali attività entro pochi giorni. Il monitoraggio regolare è fondamentale per assicurarci che il tumore non si ripresenti.

Normalmente si prevedono quindi due controlli post operatori.

Durante il secondo controllo di regola ti consegneremo l’esame istologico e imposteremo un adeguato follow-up.

Vuoi conoscere meglio il mio profilo professionale?

Sapere a chi si mette in mano la propria salute è fondamentale per affrontare un intervento in piena serenità. Scopri di più su chi sono e su come lavoro.

 

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