Dott. Marco Pedrazzoli - Chirurgo Maxillo-Facciale
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Basalioma

Tutto ciò che devi sapere sul basalioma, spiegato in modo semplice.

Cos’è il basalioma?

Il basalioma, noto anche come carcinoma basocellulare, è il tumore della pelle più comune e non mette il paziente in pericolo di vita. Si sviluppa dalle cellule basali, situate nello strato più profondo dell'epidermide. Cresce lentamente e non si diffonde con metastasi ad altre parti del corpo. Tuttavia, se non trattato per tempo, può causare danni significativi a causa della sua aggressività locale.

È importante non sottovalutare il basalioma e non rimandare il trattamento chirurgico. Questo tumore presenta tipicamente una crescita  lenta ma può modificare rapidamente la sua velocità di espansione, raddoppiando in pochi mesi o settimane.

Spesso, la paura e l'incertezza frenano i pazienti dal rivolgersi a un chirurgo. Eppure, intervenire per tempo minimizza il disagio e riduce i reliquati estetici post-operatori, soprattutto in zone delicate come viso, palpebre e naso.

Anche le situazioni avanzate possono essere trattate in modo efficace grazie alle moderne tecniche di chirurgia plastica. Nonostante le eventuali criticità, si possono ottenere risultati estetici più che soddisfacenti. 

Origine

Il carcinoma basocellulare si sviluppa dalle cellule basali, che sono cellule della pelle responsabili della produzione di nuove cellule cutanee quando le vecchie cellule muoiono.

 

Comportamento

Questo tipo di tumore della pelle tende a crescere lentamente e non si diffonde (metastatizza) ad altre parti del corpo. Tuttavia, se non trattato per tempo, può causare danni significativi ai tessuti circostanti.

 

Aspetto 

Può presentarsi in diverse forme, tra cui noduli lucenti, ulcere, placche rossastre o cicatrici. La diagnosi viene spesso confermata tramite una biopsia cutanea.

Fattori di rischio

Tra i più comuni troviamo: l'esposizione eccessiva ai raggi UV ( solari e artificiali), la pelle chiara, l'età avanzata, la storia familiare di tumore della pelle.

 

Trattamento

Per piccole lesioni cutanee in pazienti stabili, il carcinoma basocellulare può essere trattato subito durante la visita. Nei casi di carcinomi basocellulari estesi, invece, pianifico l’intervento in un secondo momento.

Tipologie di basalioma

Da un punto di vista clinico, esistono diverse tipologie di basalioma, ciascuna con caratteristiche specifiche.

nodulare.jpg
Il basalioma nodulare appare come una piccola protuberanza traslucida sulla pelle, spesso con piccoli vasi sanguigni visibili.
pigmentato .jpg
Il basalioma pigmentato si presenta come una macchia scura o una lesione sollevata con bordi ben definiti. Può essere marrone, nero o bluastro e si può confondere con una cheratosi seborroica o con un melanoma.
Basalioma-superficiale.jpg
Il basalioma superficiale è una macchia rossa o rosa, squamosa o crostosa, simile a una dermatite o una psoriasi, rendendo la diagnosi iniziale più difficile. È l'unico basalioma a poter essere trattato efficacemente con una terapia medica locale con immunomodulatori.
ulcerato.jpg
Il basalioma ulcerato (ulcus rodens) ha un aspetto ulcerato ed è caratterizzato da una crescita aggressiva locale. Può causare danni significativi ai tessuti circostanti se non trattato tempestivamente. Cresce lentamente ma in modo invasivo, penetrando nei tessuti sottostanti. Anche se raramente sviluppa metastasi, può causare danni significativi ai tessuti locali, compresi ossa e cartilagini.
basalioma-sclerodermiforme.jpg
Il basalioma sclerodemiforme o morfeiforme si caratterizza per la presenza di una lesione a placca che ricorda la localizzazione cutanea della sclerodermia. Ricorda una cicatrice atrofica e la diagnosi clinica spesso è difficile e ritardata.
Basalioma multicentrico.jpg
Il basalioma multicentrico può presentarsi in modi diversi, ma la caratteristica di questo basalioma è quella di avere un pattern di crescita multifocale. Infatti si presenta con più masse confluenti all'esame microscopico ma clinicamente non connesse tra loro, Ciò rappresenta quindi un grosso problema per il chirurgo in termini di radicalità. In questi casi infatti non è infrequente dover allargare più volte l'escissione pianificata per asportare completamente la neoplasia

Come avviene la diagnosi del basalioma?

La diagnostica oncologica cutanea rappresenta un momento fondamentale nel trattamento del basalioma. La diagnosi è fondamentale per determinare il trattamento più appropriato. Di solito, inizia con un esame clinico dettagliato da parte del dermatologo, che esamina attentamente avvalendosi dell’uso di un videodermatoscopio le lesioni cutanee sospette.

Per confermare la diagnosi, il medico può eseguire una biopsia cutanea. Durante questa procedura, si preleva un piccolo campione della lesione che viene analizzato al microscopio. Questo esame permette di identificare con certezza la presenza di cellule cancerogene. 

Oggi abbiamo a disposizione anche una tecnica diagnostica avanzata per individuare l’insorgenza di un tumore alla pelle, la microscopia confocale.

Essa permette di  visualizzare la pelle in profondità e di ingrandirne le immagini senza bisogno di effettuare una biopsia invasiva.

Funziona come una biopsia virtuale ed è utile per identificare e valutare l’estensione dei tumori della pelle con grande precisione. Questo metodo non invasivo consente una diagnosi  ancora più accurata e tempestiva.

Il trattamento chirurgico del basalioma: come opero?

Per lesioni cutanee piccole, già valutate da un collega dermatologo, in pazienti non compromessi, è possibile trattare il basalioma il giorno della visita. In questo modo si riesce a risolvere subito il problema. 

Nei casi di basaliomi più estesi, dove la ricostruzione è complessa, fornisco spiegazioni dettagliate e programmo l’intervento in un secondo momento. Questo permette al paziente di riflettere sulla situazione e di essere consapevole di ciò che deve affrontare.

Come avviene l’intervento chirurgico di asportazione del basalioma?

Il giorno dell’intervento ti viene chiesto di non truccarti. Non è quasi mai indicata una profilassi antibiotica, tranne nei seguenti casi:

  • in alcuni pazienti affetti da malattie che possono aumentare il rischio di infezioni come il diabete;
  • quando si prevede una ricostruzione complessa affidata a lembi locali o innesti.

L’intervento chirurgico non è assolutamente doloroso e questa, amo ripeterlo, è la vera promessa che posso fare al 100% ai miei pazienti.

Questo accade perché pratico un'anestesia locale. In molti casi utilizzo una crema anestetica, che viene applicata 30 minuti prima della procedura. Questa crema serve a non percepire neppure il fastidio dell’ago sottile usato per praticare l’anestesia.

Utilizzo una miscela di anestetico locale e vasocostrittore. Questa ha il duplice obiettivo di ridurre il rischio di sanguinamento intra e post operatorio e per far durare più a lungo l’effetto antidolorifico. Applico sempre anche del bicarbonato per ridurre la sensazione di bruciore legata all’anestetico.

Al termine dell’intervento chirurgico posiziono una medicazione semplice. Somministro un farmaco antidolorifico per dare già una copertura prima della fine dell’effetto dell’anestesia.

La maggior parte dei pazienti non accusa nessun dolore nel post operatorio. Potrai sentire un lieve bruciore locale che può durare alcuni giorni e potrai tenerlo sotto controllo con farmaci antidolorifici antinfiammatori da banco.

Potresti invece osservare un edema di grado variabile a seconda della sede e dell’entità dell’intervento praticato.

Nei casi più complessi potrebbe essere necessario sottoporre il paziente all’intervento chirurgico in anestesia locale con sedazione anestesiologica o addirittura in anestesia generale. 

 

Cosa succede dopo l’intervento?

Dopo una settimana, eseguiamo il primo controllo per rimuovere i punti di sutura e consegnare l’esame istopatologico. Questo è un momento cruciale per valutare la natura della lesione asportata e la radicalità del trattamento. 

Il follow-up medico, affidato al dermatologo di fiducia, viene impostato sulla base del risultato istologico. 

Richiedo controlli chirurgici successivi solo in caso di ricostruzioni complesse che prevedono diverse medicazioni post-operatorie.

Solitamente, i punti di sutura vengono rimossi dopo circa una settimana. Durante il periodo di recupero, è importante proteggere la pelle dal sole e seguire tutte le indicazioni del medico.

Casi complessi di basalioma: come li affrontiamo?

Mi soffermo ora su alcune condizioni cliniche particolari in cui il tipo di trattamento è differente. Voglio parlare di quelle situazioni difficili in cui mi trovo di fronte a basaliomi di notevoli dimensioni o con caratteristiche sfavorevoli. Mi riferisco ad esempio a basaliomi multicentrici, margini sfumati etc., o pazienti con una storia di pregresse asportazioni non radicali.

Procedere direttamente ad una asportazione e ricostruzione non è in questi casi prudente, anche se solo raramente si rende necessario effettuare la microchirurgia sec. Mohs.

 

La tecnica di Mohs, molto schematicamente, è quella metodica in base alla quale il chirurgo effettua l’esame intraoperatorio di ogni porzione di tessuto rimosso. Questo consente di effettuare la diagnosi della lesione e di mapparla, valutandone la radicalità dei margini. Eventualmente, se necessario, si può procedere a progressivi allargamenti nel corso dell’intervento chirurgico.

 

Anche l’impiego della microscopia confocale  “ex vivo” permette l’analisi intraoperatoria del pezzo asportato con tempi molto più rapidi rispetto alla tecnica di Mohs. 

In casi selezionati è possibile anche eseguire l’esame estemporaneo intraoperatorio sui margini della asportazione, in corrispondenza di zone dubbie per avere maggiori garanzie di radicalità.

Ci sono tuttavia dei casi in cui il basalioma presenta dimensioni o caratteristiche cliniche tali da non poter garantire con ragionevole certezza al paziente di essere radicali. Cioè non si riesce a garantire di aver asportato completamente il basalioma, nemmeno sottoponendolo all’analisi dei margini di resezione con l’esame estemporaneo.

Questo si può verificare in realtà anche nei casi in cui sottoponiamo il paziente alla chirurgia di Mohs
.

confocale

Il microscopio confocale


In tutti questi casi preferisco affrontare il problema in due tempi chirurgici.

  1. Un primo intervento è rappresentato dalla asportazione della lesione. La ferita viene coperta con una medicazione speciale che resta in sede per circa 5-7 giorni.
  2. Solo quando è disponibile il referto istologico definitivo che dà la certezza della radicalità, procedo con la ricostruzione del difetto chirurgico con un secondo intervento.

Questo piccolo disagio è però giustificato dalla certezza assoluta che si ha in tal modo di ricostruire il difetto utilizzando porzioni di tessuto vicino (lembi locali) o innesti. Infatti si  lavora su un campo oncologicamente pulito, sicuramente sano, senza paura di coprire e nascondere cellule tumorali residue. Queste infatti poi si potrebbero ripresentare sotto forma di recidive multiple locali a distanza di tempo.

labbro-superiore-post2.jpg Basalioma del labbro superiore - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
labbro-superiore-pre2.jpg Basalioma del labbro superiore - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
Basalioma del labbro superiore - Risultato clinico a distanza di 6 mesi

Immagine intraopereratoria del difetto creato
Immagine della sutura al termine dell'intervento

tempia-post.jpg Basalioma della tempia destra - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
tempia-pre.jpg Basalioma della tempia destra - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
Basalioma della tempia destra - Risultato clinico a distanza di 6 mesi

Ricostruzione affidata ad un lembo romboidale di Limberg
Ricostruzione affidata ad un lembo romboidale di Limberg
Sutura fine intervento

Basalioma-della-palpebra-inferiore-POST.jpg Basalioma della palpebra inferiore -Risultato clinico a distanza di 6 mesi
Basalioma-della-palpebra-inferiore-PRE.jpg Basalioma della palpebra inferiore -Risultato clinico a distanza di 6 mesi
Basalioma della palpebra inferiore -Risultato clinico a distanza di 6 mesi

Disegno della ricostruzione programmata con lembo tripier dalla palpebra superiore
Immagine intraoperatoria del difertto creato
Allestimento del lembo di tripier
Sutura al termine dell'intervento

cuoio-capelluto-post.jpg Basalioma del cuoio capelluto - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
cuoio-capelluto-pre.jpg Basalioma del cuoio capelluto - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
Basalioma del cuoio capelluto - Risultato clinico a distanza di 6 mesi

Pianificazione dell'asportazione e della ricostruzione con lembo ad accetta
Schema dell'intervento
Immagine intraoperatoria del difetto chirurgico
Immagine intraoperatoria dell'allestimento del lembo ad accetta
Immagine intraoperatoria, rotazione del lembo ad accetta
Sutura al termine dell'intervento

Descrizione di una metodica chirurgica da me ideata

La metodica chirurgica del lembo stellato è stata da me ideata ed è stata oggetto di una pubblicazione sul prestigioso British Journal of Oral and Maxillofacial Surgery.

 

cuoio-capelluto-post2.jpg Basalioma del cuoio capelluto e programmazione della ricostruzione con lembo stellato - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
cuoio-capelluto-pre2.jpg Basalioma del cuoio capelluto e programmazione della ricostruzione con lembo stellato - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
Basalioma del cuoio capelluto e programmazione della ricostruzione con lembo stellato - Risultato clinico a distanza di 6 mesi

Disegno del lembo stellato del cuoio capelluto
Immagine intraoperatoria, il difetto creato
Immagine intraoperatoria, la sutura con la tecnica di un solo punto
Immagine intraoperatoria, la chiusura del difetto chirurgico
Immagine intraoperatoria, la sutura a fine intervento

labbro-post-2.jpg Basalioma del labbro immagine pre e post a 6 mesi
labbro-pre-2.jpg Basalioma del labbro immagine pre e post a 6 mesi
Basalioma del labbro immagine pre e post a 6 mesi

Immagine intraoperatoria, allestimento del lembo ad isola + lembo di avanzamento tipo crescentic
Immagine intraoperatoria al termine dell'intervento

labbro-post.jpg Basalioma del labbro immagine preoperatoria con progettazione della ricostruzione affidata ad un lembo ad isola della guancia - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
labbro-pre.jpg Basalioma del labbro immagine preoperatoria con progettazione della ricostruzione affidata ad un lembo ad isola della guancia - Risultato clinico a distanza di 6 mesi
Basalioma del labbro immagine preoperatoria con progettazione della ricostruzione affidata ad un lembo ad isola della guancia - Risultato clinico a distanza di 6 mesi

La sutura al termine dell'intervento

orecchio-post.jpg Basalioma del lobo auricolare destro - immagine pre operatoria e risultato a distanza di 6 mesi
orecchio-pre.jpg Basalioma del lobo auricolare destro - immagine pre operatoria e risultato a distanza di 6 mesi
Basalioma del lobo auricolare destro - immagine pre operatoria e risultato a distanza di 6 mesi

Difetto chirurgico creato
Allestimento del lembo
Sutura al termine dell'intervento

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